Rchiedi
Consulenza

Bianca:La strage familiare di Pietralata; Sindrome del Burnout del Caregiver

Un blog di psicologia e sessuologia è un sito web che fornisce informazioni e consigli sulle tematiche relative alla psicologia e alla sessuologia. Il contenuto di un blog di psicologia e sessuologia può variare, ma di solito include articoli informativi, consigli pratici, recensioni di libri o prodotti relativi a queste tematiche, e risposte a domande frequenti.

Teresa Colaiacovo - Bianca:La strage familiare di Pietralata; Sindrome del Burnout del Caregiver

Se avessi saputo dei loro problemi economici, avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia”. Esordisce così, intervistato dal quotidiano Il Messaggero, Roberto Trujillo, dirigente e amministratore delegato della clinicaNeurocytonix di Monterey, in Messico. La clinica è quella a cui si sono rivolti Luca Abbasciano e Valentina Pambianco, mamma e papà di Bianca, 5 anni, trovata morta con i genitori nella giornata di domenica 30 agosto a Pietralata.

Il viaggio in Messico

Bianca era affetta dalla nascita da una grave disabilità e i genitori avevano provato ogni terapia per cercare di farla stare meglio, andando anche all’estero. In Messico avevano fatto tre viaggi, riporta Il Messaggero: due per una cura con cellule staminali, e uno nella clinica di Trujillo dove Bianca, tra la fine di novembre e l’inizio di gennaio, era stata sottoposta a un ciclo di un mese con il Cytotron, un dispositivo che utilizza una complessa tecnologia a risonanza magneticaper inviare frequenze controllate ai tessuti e al cervello. Una terapia che in Italia non è autorizzata (il Ministero non riconosce infatti evidenze scientifiche al dispositivo).

Una cura costosa

Per la terapia nella clinica messicana la famiglia romana aveva speso una cifra rilevante: si ipotizza tra i 60 e i 70 mila euro comprensivi anche delle spese di viaggio e soggiorno. Il medico messicano - laureato in neuroscienze e virologia molecolare ad Harward che in Rete, referendosi alle terapie con il Cytotron, parla di “curare l’incurabile” e racconta “non sono io che ho scelto la medicina, ma è la medicina che ha scelto me” - si dice ora “profondamente addolorato” per il tragico epilogo. “Ho saputo tramite la mia interprete della tragedia che ha colpito la famiglia di Roma”, le parole di Trujillo sul Messaggero, “Mi ricordo della bambina e dei suoi genitori. Se avessi saputo dei loro problemi economici avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia”.

Le indagini

Per Luca Abbasciano e Valentina Pambianco, la terapia nella clinica messicana, appariva forse come l’ultima possibilità di vedere migliorare, almeno un po’, le condizioni della figlia Bianca. Per lei avrebbero fatto qualunque cosa: la coppia, riporta Il Messaggero, era assistita anche economicamente dai servizi sociali e aiutata dalla famiglia. Il papà di Bianca era l’unico a lavorare e, secondo quanto emerso dalle indagini, guadagnava bene, ma non abbastanza per garantire un tenore di vita famigliare senza preoccupazioni. Anche su questo aspetto stanno ora indagando i carabinieri:le indagini si stanno concentrando sulla situazione economica, non è escluso che la famiglia si sia ritrova in difficoltà. Al momento sono solo ipotesi, le indagini faranno chiarezza.

Nell’ultimo periodo sempre più isolati

Pare inoltre che la coppia, nell’ultimo periodo, si fosse progressivamente isolata. Come riporta il quotidiano romano, secondo il racconto di un’amica conosciuta nella clinica di Monterrey, le ultime settimane di Luca e Valentina erano state particolarmente dure. Mentre le indagini vanno avanti, ulteriori dettagli potrebbero arrivare dall’esame autoptico previsto nelle prossime ore: sarà utile soprattutto a chiarire il giorno e l’ora dei tre decessi. Per chiarire le ragioni che hanno spinto una famiglia a questo gesto tragico sicuramente servirà più tempo.

Ha scoperchiato un vaso di Pandora che in realtà è sotto gli occhi di tutti ma nessuno – se non i diretti interessati – vuole vedere: la solitudine estrema dei caregiver. “Da soli non ce la facciamo”. Cinque parole scritte a mano, ritrovate in una dozzina di lettere che Luca e Valentina hanno lasciato a parenti e amici prima di uccidere l’adorata figlia che tra pochi giorni avrebbe compiuto sei anni, il cane Theo, e se stessi.

È stata spinta nel baratro da istituzioni assenti, sorde e accecate dalle loro burocrazie. Quando un padre e una madre arrivano a pensare che l’unica ‘salvezza’ per la propria bambina sia la morte, significa che intorno a loro c’è il deserto. Significa che le nostra società e le nostre istituzioni hanno fallito su tutta la linea.

Avere un figlio con una grave disabilità in Italia è un lusso che non tutti possono permettersi”

“La verità, dolorosa e inaccettabile, è quella che oggi in Italia avere un figlio con una grave disabilità è diventato un LUSSO che non tutti possono permettersi. È un lusso economico, emotivo, psicologico… che nell’isolamento porta alla disperazione. I genitori vengono trasformati in caregiver a vita, fantasmi senza diritti, lasciati soli a combattere ogni giorno contro la burocraziaprima ancora che contro la disabilità. Un Paese civile non si misura dalle promesse elettorali sui diritti Un Paese civile si misura da come protegge i più fragili e le loro famiglie.

Oggi l’Italia ha le mani sporche di sangue”

“Oggi l’Italia ha le mani sporche del sangue di una madre, di un padre e di una bimba di 5 anni Bianca… per l’abbandono in cui le istituzioni e la società hanno lasciato lei ed i suoi genitori.I genitori non devono avere il terrore del futuro, non devono impazzire pensando al ‘Dopo di Noi’. Scusate la rabbia, ma non si può fare finta di niente. Non chiamatelo ‘gesto di follia’ per favore… Il gesto folle dei genitori è solo la conseguenza, inaccettabile conseguenza. Chiamate questo gesto con il suo vero nome, con la sua vera causa: DISPERAZIONE da abbandono sociale ed istituzionale.

 


Seguimi su Instagram