Il profilo psicologico di Louis Dassilva e della sua cerchia è emerso al centro del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, in cui l’uomo è stato assolto. Descritto come un individuo capace di mentire e a lungo dipendente emotivamente da legami ambigui, ha affrontato il giudizio mentre la sua famiglia allargata e i parenti della vittima si contrapponevano in aula.
Gli elementi chiave della perizia e delle testimonianze includono:
- Il Profilo di Louis Dassilva: Descritto dai consulenti della difesa, l’uomo è stato tratteggiato come una personalità che ha nascosto per molto tempo una doppia vita sentimentale, rivelando una gestione immatura delle relazioni affettive e una profonda sudditanza psicologica nei confronti delle amanti.
- La Dinamica Familiare: L’indagine ha svelato una rete di gelosie e menzogne. Testimonianze dei figli della vittima hanno etichettato Manuela Bianchi (nuora della vittima e amante di Dassilva) come una manipolatrice, ossia una persona incline a spostare sempre l’attenzione su di sé.
- La Scena del Crimine: Gli esperti hanno definito l’efferato delitto come un’azione in cui le modalità e le ferite inferte lasciano trasparire una componente di odio profondo.
- Il Contesto Sociale: Louis è stato descritto come una persona arrivata in Italia in condizioni di estrema vulnerabilità, trovandosi poi al centro di un complesso intrigo relazionale nel condominio.
Ifattial centro di questa lunga vicendasono avvenuti in via del Ciclamino 31. È un condominio della periferia rurale di Rimini, a poche centinaia di metri dalla pista dell’aeroporto, nel cuore di un villaggio non troppo lontano dallo stradone che collega la città di Riviera e Coriano, un piccolo comune collinare dell’entroterra.
Era il 4 ottobre del 2023: nel sottoscala di questo condominio, alle prime ore di una mattina molto calda di inizio autunno, c’erano quattro persone. Abitavano tutte nella palazzina. Ed erano Manuela Bianchi e il suo dirimpettaio Louis Dassilva, che si scoprirà essere il suo amante, e due altri inquilini condomini, un uomo e una donna.
A terra, nel vano tra l’ascensore e la porta tagliafuoco che permette l’accesso alla (e dalla) zona garage, c’era il corpo senza vita di Pierina Paganelli. Aveva 78 anni, ed era stata uccisa poche ore prima con 29 coltellate. I suoi vestiti apparivano squarciati all’altezza dei genitali e a terra c’erano alcuni barattoli rotti. Alle 8.08 Manuela Bianchi, in preda al panico, era al telefono con il 118 e subito dopo con la polizia.
In pochi minuti comparvero agenti di Polizia, Polizia Scientifica, transenne, bandelle. Il «giallo di via del Ciclamino» cominciò così. La tragedia di Pierina Paganelli invece si era consumata in pochi istanti la sera prima, quella del 3 ottobre del 2023.
In uno dei garage del condominio di via del Ciclamino 31, una telecamera di videosorveglianza punta il suo occhio elettronico verso gli interni del locale e quando la saracinesca e chiusa le immagini sono buie. L’orecchio elettronico però capta senza soluzione di continuità tutti i rumori anche a distanza.
E così è accaduto la sera del 3 ottobre del 2023: quando l’orologio interno ha segnato le 22.13 minuti il sistema ha registrato le urla strazianti di Pierina Paganelli. Grazie alla traccia audio l’omicidio di Pierina fu quindi collocato sulla linea del tempo.
Pierina Paganelli, prima di essere colpita a morte, era appena rientrata da un gruppo di preghiera dei testimoni di Geova. È il credo a cui aderiscono quasi tutte le persone coinvolte in questa vicenda: la vittima, la nuora Manuela Bianchi, il fratello Loris, i tre figli.
Tutti eccetto Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci. La 78enne, dopo aver rimessato la sua Fiat Panda nel garage, aveva percorso nella penombra pochi passi, per poi essere aggredita dal killer davanti alla porta taglia fuoco, oltre la quale il cadavere è stato rinvenuto la mattina dopo.
Le prime settimane successive all’omicidio furono assai pochi i dettagli trapelati dalle indagini degli inquirenti. Titolare del fascicolo è sempre stato il sostituto procuratore Daniele Paci, che all’epoca era tornato da poco in servizio a Rimini, la sua città natale.
Qui il magistrato era comunque molto noto: prima di lavorare in altre Procure in giro per l’Italia, all’inizio della sua carriera fu a capo del pool che indagò sui fatti della Uno Bianca e che permise di incastrare i fratelli Savi.
In quale contesto è avvenuto l’omicidio di Pierina Paganelli? Vale la pena ricostruire in prima la morfologia dei luoghi del giallo di via del Ciclamino e l’identikit delle persone coinvolte nella vicenda. Pierina Paganelli viveva al terzo piano del condominio.
Nell’appartamento di fronte vivevano Manuela Bianchi e il figlio Giuliano Saponi. Con loro la figlia Giorgia, minorenne all’epoca dell’omicidio. A pochi passi, nello stesso stabile, vivevano Louis Dassilva, 36 anni: è l’amante di Manuela ma anche il marito di Valeria Bartolucci, con cui conviveva. La sera del delitto Loris Bianchi, fratello di Manuela era a cena, ospite della sorella e della nipote.
Era lì per seguire in videoconferenza la stessa riunione dei testimoni di Geova a cui Pierina stava assistendo dal vivo. Il marito Giuliano Saponi stava trascorrendo gli ultimi giorni di degenza alla clinica Sol et Salus di Rimini.
Dissero pochi giorni dopo il delitto i due fratelli di Giuliano Saponi, Giacomo e Chiara: «Mamma era energica e felicein quei giorni, stava preparando una festa per il ritorno di Giuliano a casa». Vale la pena spiegare perché Giuliano Saponi fosse ricoverato in ospedale, all’epoca.
Era l’alba del 7 maggio del 2023. Cinque mesi prima del delitto della madre,Saponi fu vittima di un misterioso incidente. Stava andando a lavorare in bicicletta.
A poche centinaia di metri da casa sua alcuni passanti lo soccorsero in fin di vita: era a terra apparentemente vittima di un pirata della strada. La notizia fece il giro della città anche per l’impegno dei legali Monica e Marco Lunedei.
All’epoca tutelavano oltre a Giuliano Saponi anche la moglie Manuela Bianchi, oggi difendono i tre fratelli Saponi, i figli di Pierina Paganelli. Il presunto pirata della strada non fu mai identificato. Saponi fu ricoverato con gravi lesioni alla testa e fratture al cranio: di quell’incidente non ha mai ricordato nulla e i medici ritengono che sia vivo per miracolo.
All’epoca il matrimonio tra Giuliano Saponi e Manuela Bianchi stava attraversando un periodo di profonda crisi. «Manuela, mia moglie, era andata via di casa poche settimane prima di quell’evento, disse che nel suo cuore aveva un’altra persona», ricordò Saponi.
Il 3 aprile del 2023 la coppia aveva raggiunto il traguardo dei 30 anni di matrimonio. «Ma non festeggiammo».
Era il periodo di massima frequentazione tra gli amanti, Bianchi e Dassilva. E lei, Manuela andò via di casa poche settimane prima dell’incidente del marito. Pierina Paganelli nei mesi successivi a quell’evento si preoccupò di assistere i figlio quotidianamente.
Ma non solo la sua preoccupazione era anche quella di scoprire l’amante di Manuela Bianchi. Ed era talmente determinata da valutare l’ingaggio di un investigatore privato.
Il 19 novembre del 2023 la Procura di Rimini ha indagato per omicidio Louis Dassilva, nel più stretto riserbo. Nei mesi successi la stampa continuò a scrivere che non risultavano indagati e dell’iscrizione nel registro apposito si apprese solo nella primavera del 2024.
Gli inquirenti avevano fatto affidamento su una presunta prova maestra: la telecamera di videosorveglianza di una farmacia situata di fronte al condominio in cui Pierina Paganelli è stata assassinata, punta sulla rampa di accesso alla zona garage del civico 31 di via del Ciclamino.
La sera del 3 ottobre, quella del delitto, aveva inquadrato la sagoma di un uomo compatibile con il profilo di Dassilva. Lui aveva dichiarato di non essere uscito dal condominio la sera del delitto.
A mettere in dubbio la versione degli inquirenti, però, erano state le dichiarazioni di un vicino di casa, Emanuele Neri, che si era riconosciuto nella persona immortalata nei fotogrammi.
Un incidente probatorio allestito in via del Ciclamino nel marzo del 2025 ha stabilito che non vi erano elementi per identificare “ignoto1” in Louis Dassilva.
Il 16 luglio del 2024 Louis Dassilva viene arrestato dalla Squadra mobiledella Polizia di Stato di Rimini.
Si tratta dell’esecuzione di un ‘ordinanza di custodia cautelare: secondo gli inquirenti già all’epoca era chiaro che Dassilva avrebbe ucciso Pierina Paganelli per impedirle di scoprire la relazione extraconiugale allacciata dall’imputato con la moglie del figlio Giuliano Saponi, all’epoca del delitto ricoverato in ospedale.
Per Dassilva la rivelazione della storia «segreta» lo avrebbe estromesso dell’appartamento che condivideva con la moglie Valeria Bartolucci provocando un drastico peggioramento del suo tenore di vita. Va premesso che all’epoca del delitto i rapporti tra Pierina Paganelli e Manuela Bianchi e sempre tra la 78enne e il fratello Loris erano segnati da continue tensioni.
Manuela Bianchi era andata a vivere a casa del fratello Loris, che vive a Riccione: la pietra dello scandalo era sempre la relazione extraconiugale e Loris Bianchi era uno dei pochi a conoscere l’identità dell’amante e a conoscerlo anche di persona. Manuela Bianchi, dopo l’incidente del marito, tornò a vivere con la figlia nell’appartamento di via del Ciclamino.
La sera del delitto, quando Loris fu ospite a casa di Manuela Bianchi, prima di cenare nell’appartamento della sorella incontrò Louis Dassilva. Il giorno prima del delitto lui aveva avuto un incidente in sella alla sua moto e cercava consigli su come poterla riparare.
La svolta arrivò tra il marzo e l’aprile del 2025 Manuela Bianchi rivelò nel corso di un successivo incidente probatorio di aver incontrato Louis Dassilva la mattina del 4 ottobre.
Aveva sempre smentito questa circostanza, raccontando di aver scoperto da sola il cadavere della suocera. In un lungo interrogatorio Bianchi rivelò di aver incontrato l’amante nella zona garage di via del Ciclamino.
«Mi ha detto che c’era una signora stesa che si era sentita male e mi ha dato istruzioni su come comportarmi quando avrei chiamato soccorsi e forze dell’ordine».
È la vera svolta del giallo di via del Ciclamino: per gli inquirenti le dichiarazioni sono attendibili. Il pm Daniele Paci chiese subito il rinvio a giudizio e la richiesta fu subito accolta dal gip Vinicio Cantarini. ** **
Manuela Bianchi risulta tutt’ora indagata per favoreggiamento per aver nascosto per oltre un anno e mezzo di aver incontrato Dassilva sulla scena del crimine prima del ritrovamento del cadavere.
Il quadro indiziario è complesso ma vale la pena riassumere gli elementi salienti: per la Procura il movente è inattaccabile.
Pierina Paganelli è stata uccisa alle 22.13 del 3 ottobre del 2023. Lo smartphone di Louis Dassilva, stando alle perizie è rimasto inattivo dalle 22 alle 22.38.
La 78enne quando fu assassinata con 29 coltellate aveva nella sua borsetta un tablet. Stando ad ulteriori analisi il dispositivo si sarebbe acceso per «sollevamento» all’1.23.
Per gli inquirenti è la traccia inequivocabile di una manomissione del cadavere, o meglio di una sua ricomposizione e all’1.35 lo smartphone di Dassilva ha registrato alcuni passi. Per la Procura non si è mai trattato di una coincidenza.
Quando la Polizia Scientifica poche ore dopo l’omicidio chiese a Louis Dassilva di consegnare i vestiti indossati la sera del delitto il 36enne consegnò altri indumenti.
Quelli indossati la sera del 3 ottobre furono accuratamente lavati nei giorni successivi. Chi invece consegnò tutto puntualmente fu Loris Bianchi, così come la sorella Manuela. Per la Procura la presenza del fratello dell’amante dell’imputato in via del Ciclamino la sera del delitto fu totalmente casuale.
In ultimo Louis Dassilva il giorno prima del delitto era stato vittima di un incidente stradale. Il 36enne nei giorni successivi apparve spesso zoppo e affaticato, ma stando ad una perizia, l’imputato avrebbe simulato la zoppìa per allontanare i sospetti dalla sua persona.
Louis Dassilva si è sempre dichiarato innocente. Durante il suo esame in aula davanti ai giudici al pm e ai legali ha spesso ammesso di non ricordarsi dettagli e circostanza.
Un software basato sull’intelligenza artificiale in uso dalla Pg nell’aula Falcone e Borsellino ha contato 288 «non lo so» o «non ricordo» pronunciati dall’imputato per rispondere alle domande del pm Daniele Paci. Gli avvocati di Louis Dassilva hanno chiesto la sua assoluzione.
Per tutta la durata del processo hanno puntato il dito contro altri soggetti, primi su tutti Loris Bianchi e la sorella Manuela. Il fratello di Manuela era stato immortalato in alcune fotografie che lo ritraevano steso a terra alle 22.49 del 3 ottobre del 2023. Per la difesa dell’imputato avrebbe mimato la posizione di un cadavere.
La figlia di Manuela Bianchi, la nipote di Loris Giorgia Saponi, aveva raccontato che lo zio era uscito di casa alle 22.10 salvo poi ritrattare e raccontare che era uscito alle 23.
Gli inquirenti hanno concluso che Loris Bianchi è totalmente estraneo ai fatti anche per la collaborazione resa alle indagini con la consegna degli indumenti indossati la sera del delitto per la veridicità delle dichiarazioni rese durante gli interrogatori.
Il sostituto procuratore ha chiesto per Louis Dassilva, dopo una requisitoria di otto ore, l’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai motivi abietti e dalla minorata difesa della vittima.
OGGI:
| Assolto in primo grado per non aver commesso l’omicidio di [Pierina Paganelli](https://corrieredibologna.corriere.it/cronaca/diretta-live/26_giugno_09/pierina-paganelli-processo-sentenza-louis-dassilva.shtml?intcmp=Area_C_AMP_nd_100725_corriere_ss_COR_AMP “Processo omicidio Pierina Paganelli, la sentenza in diretta | Louis Dassilva assolto «per non aver commesso il fatto» e subito scarcerato: «È la rinascita della giustizia»”). La sentenza letta poco dopo le due del mattino dalla giudice presidente della Corte D’Assise di Rimini Fiorella Casadei è arrivata al termine di una lunghissima camera di consiglio. In sedici ore è crollato l’impianto accusatorio imbastito dalla Procura di Rimini, dal pm Daniele Paci e dalla Squadra mobile, costruito in due anni di indagini e in un processo durato sette mesi. Un procedimento indiziariosenza prove dirette, per la mancanza di tracce di dna o impronte riconducibili all’assassino né materiale audiovisivo. |
Potrebbero essere stati questi gli elementi che hanno orientato la scelta dei giudici, ma la sentenza è roboante, perché la Corte D’Assise ha giudicato innocente il 36enne di origine senegalesecome scandito dalla presidente della corte «per non aver commesso il fatto». Dassilva è stato scarcerato nel cuore della notte poco dopo le 3 del mattino. È uscito dal carcere Casetti di Rimini e ha subito riabbracciato la moglie Valeria Bartolucci: «Ha vinto la giustizia – ha detto all’uscita – questa è la rivincita della giustizia».
Lei, la coniuge ha già messo le mani avanti: «Non torneremo mai più a vivere in via del Ciclamino. Lì ci sono brutti ricordi e brutte persone. Già questa notte eviteremo di tornare nel nostro vecchio appartamento».
Il movente delineato dalla Procura di Rimini era stato messo nero su bianco da tempo durante le indagini del pm Daniele Paci.Pierina Paganelli era la suocera dell’amante di Louis Dassilva, Manuela Bianchi, dirimpettaia della vittima nel condominio di via del Ciclamino 31 in cui vivevano quasi tutte le persone coinvolte in questa vicenda.
E il trentaseienne sarebbe stato determinato ad evitare a qualunque costo che Pierina scoprisse la sua relazione extraconiugale. Bianchi è la moglie di Giuliano Saponi, uno dei tre figli della vittima, che all’epoca del delitto era ricoverato dopo un misterioso incidenteavvenuto cinque mesi prima.
Sarebbe stato dimesso due giorni dopo l’omicidio della madre, che in quei giorni stava preparando una festa in occasione del suo ritorno. La sera del 3 ottobre del 2023, alle 22.11, Pierina Paganelli era appena rientrata da un gruppo di preghiera dei testimoni di Geova. È il credo a cui aderiscono quasi tutte le persone coinvolte in questa vicenda: la vittima, la nuora Manuela Bianchi, il fratello Loris, i tre figli. Tutti eccetto Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci, altra inquilina del condominio di via del Ciclamino.
La 78enne, dopo aver parcheggiato la sua Fiat Panda nel garage, percorse nella penombra pochi passi, per poi per poi cadere nell’agguato testo dal killer alle 22.13. E il killer per la giustizia italiana non è Louis Dassilva.
Non ha alcun peso specifico il fatto che Dassilva non abbia usato il telefono dalle 22 alle 22.40 della sera del delitto. E non è escluso che anche le dichiarazioni di Manuela Bianchi, che aveva sconfessato l’amante raccontando che la mattina del 4 ottobre lo aveva incontrato a pochi passi dal cadavere, siano state ritenute false.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra qualche settimana: va anche ricordato che molto del materiale sequestrato alle persone coinvolte nelle vicenda, tra cui l’imputato, è stato mal conservato nei laboratori della Polizia Scientifica e non è stato possibile rintracciare l’eventuale presenza di dna o di tracce ematiche. Così come non ha avuto alcun peso il fatto che Louis Dassilva aveva consegnato abiti diversi da quelli indossati la sera del delitto alla Polizia.
La sentenza è stata accolta dal fragore degli applausi dei tanti sostenitori di Louis Dassilva, tra cui tanti suoi connazionali, presenti nel cuore della notte in tribunale.In lacrime il figlio di Pierina Paganelli Giuliano Saponi, insieme con gli altri due fratelli. Sia loro che i loro legali Monica e Marco Lunedei e Alfredo Scifo, così come con sostituto procuratore Daniele Paci sono usciti fuori dal tribunale subito dopo la lettura della sentenza, nel giro di pochi istanti.
Assenti sia Manuela Bianchi che l’avvocata Nunzia Barzan, così come il fratello Davide consulente legale. Assente anche Loris Bianchi, il fratello di Manuela che la sera del delitto era a cena dalla sorella per seguire in video conferenza l’assemblea dei testimoni di Geova a cui stava partecipando Pierina. Gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri hanno annunciato una conferenza stampa in programma giovedì e non è escluso sia presente anche Louis Dassilva. Valeria Bartolucci ha già messo le mani avanti: «La sentenza è stata un riscatto ma la parte bella di questo riscatto deve ancora venire». Anche Manuela Bianchi interviene dopo la sentenza di assoluzione. «La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità», la sua reazione. «Per questo motivo prendo atto, con rispetto, della decisione della Corte d’assise di Rimini. Resta in me la consapevolezza di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essermi mai sottratta alla verità, nonostante il dolore e le difficoltà di questi anni», aggiunge.

