Loredana, 37 anni, un lavoro da impiegata (nomi e dettagli sono di fantasia) inizia un percorso psicologico con me perché dice:” è una vita che voglio piacere a tutti i costi agli altri, ma non mi riconosco più”
Ci sono tante Loredana di sesso maschile o femminile, ognuno con il proprio vissuto e le proprie ragioni, ma ognuno con la volontà di piacere e di esser visto/a.
Voler fare colpo a tutti i costi, a chi non è capitato? Il bisogno di piacere agli altri è un fenomeno diffuso nella società in cui viviamo. Guardiamo, per esempio, i social: a volte basta un “like” in più o in meno a influenzare la percezione che si ha di sé e far nascere il dubbio di non essere abbastanza apprezzati. Ma cosa si nasconde, in realtà, dietro la paura di non piacere agli altri? Insicurezza, bisogno di conferme, ego o altro? Durante la nostra crescita abbiamo bisogno del parere altrui per sapere se quello che stiamo facendo va bene. L’assenso dei nostri genitori, l’ammirazione degli insegnanti, il sostegno del gruppo degli amici sono elementi importanti della nostra crescita. Diventano però un problema se il parere esterno è sempre più importante rispetto alla nostra auto-valutazione: non possiamo andare sempre bene agli altri. Alcune volte è inevitabile suscitare dissenso per essere se stessi. Se rimandiamo la nostra espressione personale per paura di non essere approvati ci mettiamo in una condizione di dipendenza che, con il tempo, diventa una condizione cronica di insicurezza. L’idea illusoria è che così sbaglieremo molto meno. In realtà sbaglieremo lo stesso e sbaglieremo senza aver scelto noi: un errore che non ci permetterà di imparare. Ogni genitore dovrebbe lasciare il figlio libero di fare qualcosa che disapprova. Ogni amico dovrebbe apprezzare la nostra unicità. Invece, tendiamo a sentirci al sicuro solo con quelli che sono proprio come noi, quelli che fanno le stesse cose e, in questo modo, rischiamo di essere sempre allo stesso punto: magari in compagnia, ma statici.
SE LA VOGLIA DI ESSERE APPREZZATI DAGLI ALTRI DIVENTA UN PROBLEMA
Se ci rendiamo conto che nello scegliere un vestito, nel fare una vacanza, nell’andare in un locale pensiamo prima a che effetto farà ai nostri amici e dopo al piacere che può dare a noi, vuol dire che il desiderio di essere approvati sta prendendo troppo spazio nella nostra vita. I social, purtroppo, non aiutano: ci mettono in continuo confronto con gli altri e ci spingono a mostrare quello che stiamo facendo prima ancora di averlo gustato. Così postiamo su Instagram quello che mangeremo – senza sapere se ci piacerà – fotografiamo dove siamo, senza essere davvero presenti. E tutto questo alimenta il nostro desiderio di approvazione e la nostra paura della disapprovazione. Perché la nostra mente funziona per opposti: se facciamo di tutto per essere approvati, ci stiamo anche ricordando quanto è brutto essere disapprovati e ci mettiamo così in una tensione continua.
COSA SI NASCONDE DIETRO LA PAURA DI NON PIACERE
La paura di non piacere è legata alla paura dell’esclusione sociale. È una paura atavica: nelle società primitive essere esclusi dalla tribù voleva dire morire. Oggi non avere amici, non avere una rete sociale di sostegno, è una specie di morte sociale che temiamo perché sappiamo che senza relazioni la nostra vita diventa più povera e solitaria. Dietro alla paura di non piacere agli altri sta la paura della solitudine. Ma nessun adulto può evitare la solitudine perché essere autentici, a volte, vuol dire fare scelte impopolari. Dietro a queste scelte sta la libertà che ci offre una vera sicurezza: essere se stessi.
GLI ERRORI DA EVITARE
Il rischio è sempre negli estremi: non possiamo essere costantemente determinati dal pensiero dell’approvazione; non possiamo essere indifferenti alle reazioni degli altri. Questi due estremi sono due forme di narcisismo. In un caso vivo solo per essere approvato e ammirato, esisto solo in funzione di questa approvazione. Queste persone fanno di tutto per ricevere ammirazione ma l’ammirazione non porta vero contatto e nemmeno vera intimità. Nell’altro caso non provo nessun interesse per gli altri perché mi sento totalmente gratificato dalla mia auto-approvazione, perdendo così la possibilità di un dialogo costruttivo. Entrambe sono forme di narcisismo.
COME NON LASCIARSI CONDIZIONARE DAL GIUDIZIO ALTRUI
La paura di non piacere si supera con il dialogo. Mettendoci in relazione possiamo comprendere quali sono le aspettative che gli altri hanno su di noi e se queste sono richieste realistiche o impossibili da realizzare. Se una relazione ci chiede di essere troppo diversi da come siamo non è una relazione giusta: è molto meglio chiuderla prima possibile, anziché chiuderla quando abbiamo fatto di tutto per diventare come l’altro voleva, senza riuscirci. Inoltre, molto spesso, l’approvazione dell’altro è una forma di controllo: in una relazione affettiva, per esempio, il partner ci approva se ci vestiamo come desidera lui o lei, se abbiamo un peso di un certo tipo, se abbiamo un certo ruolo sociale e così via. Questo amore condizionato dalle circostanze però non è un amore che può darci sicurezza: sappiamo fin troppo bene che è soggetto alla volontà di un’altra persona. Così è sempre bene misurare la tolleranza all’imperfezione dei nostri amici, del nostro partner, dei nostri colleghi di lavoro. Essere amati solo se si è perfetti è una missione impossibile, destinata a non realizzarsi.
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