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Come un narcisista vede gli altri? Le mille sfumature del narcisismo: sano, patologico, overt,covert.

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Teresa Colaiacovo - Come un narcisista vede gli altri? Le mille sfumature del narcisismo: sano, patologico, overt,covert.

Il narcisismo sano è la base psicologica di una buona autostima e di un sano amor proprio. Ti permette di credere nelle tue capacità, perseguire i tuoi obiettivi ed essere fiero dei tuoi successi, senza calpestare gli altri o sminuirli.

È una risorsa fondamentale che si colloca a metà strada tra l’annullamento di sé e l’egocentrismo patologico.

Le caratteristiche principali del narcisismo sano includono:

  • Autostima solida: Riconoscere il proprio valore e le proprie qualità.
  • Perseguimento degli obiettivi: La motivazione e la spinta a realizzare le proprie ambizioni.
  • Accettazione delle critiche: Capacità di tollerare le frustrazioni e i fallimenti senza crollare emotivamente o reagire con rabbia.
  • Empatia reale: Solo chi comprende e coltiva i propri bisogni è in grado di comprendere e rispettare profondamente quelli degli altri.
  • Amor proprio: La gioia e il piacere che si provano nel prendersi cura di se stessi e del proprio benessere.

La differenza fondamentale tra il narcisismo sano e quello patologico (come il Disturbo Narcisistico di Personalità) sta nel riconoscimento dell’altro. Mentre il narcisismo sano coesiste con l’empatia e le relazioni paritarie, il narcisismo patologico si trasforma in autocelebrazione, sfruttamento delle relazioni e bisogno costante di ammirazione.

Il narcisismo “sano” e patologico

Si dirà innanzitutto che esiste un narcisismo “sano”, che consente alla persona di mantenere un buon livello di autostima, di riconoscere le proprie qualità positive (ma nel contempo anche i propri limiti), di provare soddisfazione per le proprie capacità e successi. Lo psichiatra Vittorio Lingiardi nel suo Arcipelago N (Einaudi editore 2021) lo definisce una specie di gioia di sé intermittente che ci sostiene senza bisogno di cancellare l’altro o attivare dinamiche di rivalità invidiosa. E aggiunge: “In una cultura come la nostra, più volte definita narcisistica, dove l’esibizione e l’autocelebrazione sono sempre più rinforzate dal contesto, non è facile riconoscere la linea di demarcazione fra il tratto narcisistico e l’adattamento culturale. Un buon sistema è considerare lo stile delle relazioni, l’autenticità nell’amicizia, la generosità nell’amore, la sincerità del proprio interessarsi agli altri, la capacità di perdonare le imperfezioni proprie e altrui e di tollerare le frustrazioni […]: le persone che soffrono di un disturbo narcisistico di personalità non riescono a far star bene le persone che le amano”.

Si può dire che il narcisismo assuma un’accezione patologica quando viene meno la capacità di autoregolazione e i bisogni di ammirazione e riconoscimento sono così intensi che finiscono per assorbire interamente la persona, con diversi livelli di gravità.

Oggi uno dei manuali più diffusi per la diagnosi di disturbo narcisistico di personalità è il DSM-5, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association: secondo questa classificazione, per formulare la diagnosi devono essere soddisfatti cinque dei nove criteri indicati. In proposito però Madeddu precisa: “Bisogna fare attenzione, perché il manuale descrive un vero e proprio disturbo psichiatrico. Come abbiamo visto tuttavia il narcisismo non si limita a questo, ma tende ad avere manifestazioni anche più tenui e a essere talora una componente del nostro ciclo di vita”. Si aggiunga che il DSM-5 prende in esame i comportamenti narcisisti nella loro forma grandiosa e arrogante, ma non le manifestazioni vulnerabili che invece si osservano più frequentemente nei pazienti che si rivolgono agli specialisti.

Narcisismo overt e covert

Tra narcisismo benigno e narcisismo malignoesistono molte sfumature che vanno dal narcisismo covert o nascosto al narcisismo overt o manifesto (Wink, 1991).

Il narcisisista covert è inibito, vulnerabile, ipersensibile alle critiche, ha paura del rifiuto, prova spesso vergogna e imbarazzo, sente sempre un’enorme distanza tra sé e gli altri (‘Vedo sempre gli altri come da dietro ad uno specchio, li sento lontani, come fossi un alieno’).
Ma, a differenza di quanto si può notare ad un’osservazione superficiale, il narcisista nascostonon è un dolce e affettuoso gattino, ma un leone addormentato. Condivide infatti con il suo contraltare overt l’atteggiamento di sfruttamento e manipolazione nei confronti degli altri, l’assenza di empatia, una certa quota di aggressività (seppur generalmente inferiore rispetto al narcisista overt) e la presenza di fantasie grandiose (nonostante queste, a differenza di ciò che accade per il narcisista overt, siano celate e meno consapevoli).

 

La paura di fallire e di non realizzare le proprie fantasie di grandezza determina spesso in queste persone la tendenza ad evitare situazioni in cui possono trovarsi al centro dell’attenzione (Kohut & Wolf, 1978). I narcisisti covert provano spesso vergogna e rabbia, senso di fallimento e sconfitta, rifiuto, espulsione.

Il narcisista overt invece appare superiore, autosufficiente, dominante, euforico, trionfante (o alternativamente freddo e distaccato). Sente di non appartenere al resto dell’umanità o di far parte di una élite superiore (Dimaggio et al., 2007).

Il narcisista overt sembra simile al carattere narcisistico descritto da Lowen, per cui:

Mentre cammino ho la sensazione che la gente si faccia da parte per farmi passare. Sembra la divisione delle acque del Mar Rosso per permettere il passaggio degli Ebrei. Ne sono fiero.

In conclusione da questa disamina appare più corretto parlare di spettro narcisistico che dinarcisismo. Un continuum che va dal narcisismosano a quello maligno, dal narcisista covert a quello overt, in base al grado di grandiosità, perdita di contatto con la realtà, mancanza di sentimenti e di contatto con i propri bisogni, le proprie sensazioni corporee ed emozioni. E i narcisisti si collocano in un punto su questo continuum.

Quando a giudicare il narcisismo degli altri è un narcisista potremmo ragionevolmente aspettarci un classico “due pesi e due misure”, e invece è proprio il narcisismo altrui a non disturbarlo e ad indurlo ad ammorbidire i suoi impietosi giudizi.

Studi precedenti su come i narcisisti vedono gli altri hanno dato risultati contrastanti. Questa serie di studi è volta a fare maggiore chiarezza sull’argomento usando diverse metodologie, tra cui l’uso dei social.

La ricerca, apparsa su Social Psychological and Personality Science, consiste in tre studi distinti volti a determinare la relazione tra valutatore narcisista e target narcisista.
Il primo studio ha esaminato 75 studenti di psicologia. Gli studenti sono stati sottoposti alla Narcissistic Personality Inventory (NPI) che ha permesso di distinguerli in un gruppo sperimentale e in uno di controllo, entrambi i gruppi hanno poi valutato la simpatia di 16 ipotetiche personalità (8 narcisistiche e 8 non narcisistiche). Gli studenti narcisisti hanno espresso opinioni meno radicali sui target narcisisti rispetto al gruppo di controllo: cioè i narcisisti hanno ricevuto giudizi sfavorevoli rispetto ai non-narcisisti, ma significativamente meno che nel gruppo di controllo.

Il secondo studio ha testato 82 studenti di psicologia. Le domande erano simili a quelle del primo studio, ma in questo caso i soggetti ipotetici valutati erano solo due, un narcisista e un non-narcisista, e le personalità di entrambi erano più complesse (20 tratti ciascuna).
I risultati sono sovrapponibili a quelli dello studio precedente.

 

L’ultimo studio, che ha coinvolto 89 studenti di psicologia, ha voluto verificare se i risultati precedenti fossero ripetibili in un ambiente più realistico: Facebook. Agli studenti è stata somministrata la NPI, successivamente hanno valutato dei profili Facebook preconfezionati. Tutti i profili, narcisistici e non, sono stati giudicati negativamente, sia dal gruppo di studenti narcisisti che dal gruppo di controllo; inoltre i profili narcisistici sono stati valutati come più sgradevoli.

Complessivamente gli studi dimostrano che narcisisti e non-narcisisti sono d’accordo nel valutare i narcisisti come poco simpatici, ma per i narcisisti questa antipatia è meno forte e genera giudizi meno severi. Infatti i narcisisti, rispetto ai controlli, dimostrano di essere significativamente meno disturbati da target narcisistici e anche di apprezzare in misura minore personalità target non narcisistiche. In ogni studio tratti significativi rispetto alla presenza o all’assenza di narcisismo hanno avuto minor peso nella formulazione dei giudizi da parte dei soggetti narcisisti.

Insomma, forse uno degli elementi che permette al narcisista di compiacersi della sua immagine riflessa è il riuscire a sottovalutare gli aspetti più antipatici di sé, e questo sembra valere anche quando si vede riflesso nei comportamenti di un altro.

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